martedì 21 giugno 2011

BENVENUTI, URAGANI MIEI!

Ok, c'è voluto un po' di tempo, ma mi sono finalmente ripresa! Ho accumulato così tante cose da non sapere neppure da dove cominciare... In ogni caso, ho imparato più cose in questo periodo che nell'arco di un'intera vita! Oggi che compiono due mesi, E&M vogliono presentarsi a tutti voi che li avete aspettati. Poi, appena mi cambio la maglia affrescata alla Pollock di rigurgiti e appena riesco a trangugiare qualcosa - qualsiasi coooosaaaaaa - per pranzo, proverò a rimettermi alla tasteria come ai vecchi tempi e raccontarvi quale apocalittico miracolo sia avere due figli al prezzo di uno. A dopo. Se sopravvivo.

lunedì 11 aprile 2011

THE FINAL COUNTDOWN

 Ci siamo. Questione di ore, forse giorni, comunque poco, pochissimo tempo.
Trasformazioni definitive in atto:
PANCIA: mutazione in una specie di siluro proiettato all'infinito e oltre.
OCCHIAIE: il sonno scarseggia e ho perso il mio famoso ritmo da 10 ore consecutive. E' l'organismo che si prepara ai ritmi dei neonati, dice la nonna. Misteri della natura.
CAVIGLIE: non sono più caviglie, trovate un altro nome per definirle, hanno piuttosto un diametro che sta tra un palo della luce e uno scaldabagno.
TETTE: crescono a vista d'occhio e si preparano a grandi attività.
PESO: ormai oltre il limite stabilito, macchisenefrega, giunti a questo punto mi concedo fino a tre plumcake al giorno!
Forse quando davvero non ti riconosci più e ti guardi allo specchio come prima guardavi "La casa" di Sam Raimi sullo schermo, è giunta l'ora! Abbiamo preparato la borsa per l'ospedale (in realtà manca ancora qualche cosa, ma non sono mai stata brava con i preparativi..), abbiamo gettato nel cesso il cellulare perchè 30 telefonate al giorno sono ingestibili e per non far torto a nessuno non si risponde manco al papa, abbiamo preparato l'angolo fasciatoio per quando torneremo a casa. Non abbiamo finito "il deserto dei tartari" perchè ci addormentiamo sempre dopo 4 frasi. Peccato.
Intanto E&M hanno fatto un gran scherzetto a mammina, un imprevisto prevedibile che 4 giorni fa mi ha gettato nel panico: premesso che i gemelli nascono in genere con il taglio cesareo, più sicuro e in genere consigliato se i bambini non si presentano entrambi in posizione cefalica (eventualità rara, ovviamente). Sino a venerdì, E. è sempre rimasto podalico sul fondo dell'utero, e con le chiappe faceva da tappo all'intera baracca. M. invece si era piazzata ad "arcobaleno" sdraiata di traverso nella parte alta dell'utero, cioè soavemente appoggiata fra stomaco e costole, all'incirca... Il cesareo era la scelta più ovvia e scontata da mesi... e invece.... sorpresa!! Venerdì andiamo a fare la visita dove avrebbero  stabilito la data del cesareo e cosa scopriamo? Che come natura prevede ed auspica, i due hanno cambiato schieramenti e in un modo o l'altro si sono assestati tutti e due cefalici..!! "Che bambini intelligenti", fa il ginecologo. Intelligenti? SADICI, direi. Per non piangere dalla strizza davanti mezzo reparto d'ostetricia ho anche abbozzato un "Ahhh, che bello", ma il tremolio della voce deve avermi smascherato. Non ho fatto un corso preparto, non ho imparato la respirazione, non ho allenato il perineo, non ho fatto yoga perchè dopo aver sborsato 80 euro i medici hanno prescritto che stessi a riposo. Insomma, tutto congiura contro di me, e io sono pronta ad un parto naturale quanto lo era la mia bisnonna un secolo fa mentre zappava un nebbioso campo veneto nell'inconsapevolezza più nera. Aiutoooooo!!!! So che il parto naturale è meglio e bla bla bla, ma non ero pronta, ecco. E invece, tra poche ore vedremo cocomeri uscire da buchi grandi come limoni (grazie Paolo della bella metafora, quando mi riprendo ti faccio vedere io..). Non si smette mai di imparare, no? Poi mammina (se sopravvive), E&M faranno i conti...Naturalmente il paparino è molto commosso ed emozionato all'idea dell'evento e continua a ripetere: "Andrà tutto bene, che bella notizia". Tzè, maschi! Non esiste un apparecchio che colleghi il papà alle contrazioni di mamma e le passi a mo' di scosse elettriche per tutta la durata del travaglio? Ma perchè sto diventando così crudele? Sarà la paura? NO, resisti! The final countdown è iniziato - forse - ormai non resta che andare! A la guerre comme à la guerre! Non penserete mica che in un momento così una pensi solo a fiocchettini rosa e carillon con musichette dolci, vero?? Operazione nascita in corsoooo!
Quando tra pochi giorni nasceremo a nuova vita vi faremo sapere (sempre che tra cocomeri e limoni ci resti la forza di scrivere ancora...!)

giovedì 7 aprile 2011

...APRILE DOLCE DORMIRE...

Niente, non se ne esce. Siamo in attesa da giorni, ormai il tempo si è dilatato a dismisura - come me del resto - e neanche lo conto più... Nascono o non nascono? Meglio sarebbe restistere ancora un po' di giorni, così loro saranno più cicciottelli. Nel frattempo però l'attesa si fa snervante, il parto è diventato quasi un chiodo fisso e mammina è sempre più ingombrante...
Per passare un po' il tempo abbiamo effettuato le seguenti operazioni:
- leggere "il deserto dei tartari"
- andare tutti i pomeriggi a mangiare il gelato dietro l'angolo (gelato: mai mangiato in vita mia, figurarsi se la gravidanza non rendeva squisito pure questo!)
- informarsi in apposito negozio sulla menata "pannolini lavabili": vale di più lo sbattimento cosmico che costa lavare ogni giorno 12 pannolini intrisi di delicatessen, o il risparmio di 2000 euro e l'ambiente e bla bla bla? questione ancora in sospeso!
- soffrire tremendamente per l'inter due volte in una sola settimana
- informarsi-indignarsi-informarsi-indignarsi davanti a tg, gr, articoli e servizi web
- cercare qualche collaborazione free lance che non sia gratuita o gratuita
- dormire finchè c'è tempo
- dormire finchè c'è tempo
- dormire finchè c'zzz...zzzzz....zzz....zzzzz....

venerdì 25 marzo 2011

TEMPUS FUGIT

Ohhh...ed eccoci finalmente ad uno dei must della maternità, ovvero: il mio compagno ha ancora una vita...e io no??!!?!?!?!?! No, evidentemente. Questo dev'essere uno di quei famosi momenti in cui la futura mammina se ne rende conto. Paparino è in giro ad inseguire attività che scivolano tra il dovere e il piacere tipo pendolo di Foucault, e lo si becca subito dal tono di voce pimpante. Noi invece dobbiamo annoiarci mortalmente sul divano della nonna per ore ed ore (anche a me, quando lavoravo, pareva un sogno, ma quando il riposo è coatto non sembra più così entusiasmante...). L'uscita -faticosissima, come sempre- di oggi è stata dedicata a "informiamoci su questi benedetti pannolini lavabili" (con scarsi risultati perchè non ci capisco ancora una mazza) e ha toccato il vertice del piacere con una toccata e fuga in libreria. Acquisti del giorno: Il dono, di Nabokov. Il deserto dei tartari, di Buzzati. Il linguaggio segreto dei neonati, di una certa Tracy Hogg ("non puoi non averlo letto se stai per avere dei figliiiiii").  Sarei rimasta e avrei dato fondo al bancomat, non fosse che mal di schiena e altre fisiologiche esigenze mi hanno presto trascinato a casa. Mentre intorno a noi tutto si dipinge inesorabilmente di colori pastello e l'odore inconfondibile di neonato e crema emolliente si impossessa del nostro olfatto, non posso fare a meno di chiedermi se sia davvero inevitabile dover rinunciare a tutto il resto della vita. Voglio dire, avrò il tempo materiale di arrivare alla fine di due libri che ho comprato oggi, per esempio? Forse lo sbalzo non sarà così drastico, ma a volte già l'attesa della nascita di E&M si fa impaziente... quando non sei ancora madre e non sei più una single rampante....che cosa cavolo sei?? Poi, un padre resta un uomo, un lavoratore, un amico, un amante. Una madre invece sembra diventare una madre e nient'altro, almeno per un po'. Sarà davvero così?? Dove si pescano le energie e le strategie per trasformarsi e ricreare un equilibrio sereno anche nel momento di massima trasformazione? Ai posteri l'ardua sentenza!

PROGETTO-FAMIGLIA, OVVERO IL DRAMMATICO CASO DELLA MARMELLATA DEL MULINO BIANCO

Alla perenne ricerca di migliorie e idee per il blog sui giorni della vestaglia, mi sono imbattuta in uno dei tantissimi blog (centinaia?migliaia?) che si occupano di maternità più o meno insana e relativa gestione dei pupi una volta nati. Insomma, su tale "genitoricrescono" c'è una cosa chiamata blogstorming che mi è parsa molto interessante, e si basa sulla condivisione di post su un argomento selezionato ogni mese. Tu pubblicizzi il blog, loro pubblicizzano te, una cosa del genere. Premesso che lo faccio perchè hanno suscitato in me grossa ilarità inventando l'angolo "genitorisbroccano" in cui puoi urlare tutto quello vuoi su tastiera insonorizzata, pensavo di partecipare all'iniziativa. Solo che il tema del mese, pensa che sfiga, tocca una delle corde più delicate della nostra attuale condizione, ovvero il concetto di "Progetto-famiglia". Cito testualmente: Due cuori, una capanna, un bebé, ed ecco che il Progetto Famiglia ha preso forma. O quasi. Ma quale è la differenza tra un progetto sconquassato e uno che funziona? Panico. Ansia. Ansia. Panico. Da queste parti non solo non si vede l'ombra della famiglia, ma manco quella del progetto! I due cuori sono bradicardici, i bebè sono due, e la capanna è venuta a mancare pochi giorni fa... Il nostro tema ideale sarebbe piuttosto neo-coppia-allo-sbando-con-grossi-guai-in-arrivo!... E invece... vi dimostrerò come senza famiglia, e senza progetto, si possa inventare la migliore delle svolte esistenziali! Cari E&M, siete ancora dei microbi chiusi in un utero certamente strettino, ma non ha senso raccontarvi fandonie: io e PaparinoVostro ci siamo conosciuti poco tempo prima di avere la geniale idea di giocare alla roulette russa, e poco dopo sono usciti sia il rosso che il nero, una bella coppietta di gemelli! E allora? In effetti non abbiamo avuto grossi dubbi sulla scelta di tenervi con noi, ed eccoci qua, a pochi giorni dalla vostra nascita, a cercare di finire un puzzle appena scartato e con troppi pezzi da incastrare! Naturalmente, affinchè il destino potesse infilarci il suo zampino beffardo e cinico, nello stesso periodo MamminaVostra non ha più un lavoro, e Paparino è appena stato assunto in un super posto dove inizierà un lavoro favoloso fra due settimane... dall'altra parte dell'Italia, pensate un po'!!! Così, come se non bastasse, i nostri giorni della vestaglia dobbiamo passarli in prestito sul divano trevigiano di nonna e non sull'ex divano della nostra ex casa milanese, mentre Paparino si spara 600 chilometri per cercare una casetta che accoglierà anche noi quando sarete abbastanza grandi da trasferirci. Risultato? Stamattina, a colazione, trovo un mega concorso a premi sul vasetto della marmellata, e cercando di compilare il foglietto mi rendo conto di non sapere neanche più quale cavolo di indirizzo scrivere per partecipare all'estrazione... Niente di più tragico. L'associazione -colazione-Mulino bianco-progetto famiglia felice-non abbiamo manco più una casa- produce risultati disastrosi. Dopo un bel piantino di mezz'ora sulla fetta biscottata con marmellata all'albicocca e vani tentativi di consolazione del Paparino assonnato, mi sono rassegnata a non avere quattro mura da imbiancare istericamente di azzurro e rosa. Si sa, del resto, che quelle incinta in stato di grazia hanno una stracavolo di cameretta da arredare per il bambino in arrivo, no? Beh, noi attualmente deficitiamo anche di un numero di casa, benissimo! Ecco come un progetto-famiglia può naufragare miseramente ancor prima di iniziare. Tutte le certezze (poche!) dei primi mesi di gravidanza sono svanite una ad una mentre la pancia cresceva, e voi con lei... e ora navighiamo senza gps. Eppure, a ben guardare, mentre siamo qui a riflettere su come sbarazzarci della casa precedente, come vendere tutti i mobili, come organizzare un trasloco, come trovare una nuova casa nella nuova città, come partorirvi senza cataclismi, come non farsi venire la depressione, eccetera eccetera.... sono felice. La nuova vita fa paura, ma l'amore che vi circonderà sarà tanto. Forse confuso e imballato in qualche scatolone fra padelle e vestitini, ma sarà bello, e so che saremo un Progetto-famiglia talmente ben fatto da poterlo presentare fra gli esperimenti scientifici in mostra alle scuole medie. Vi accorgerete voi stessi di quanto sia bellissimo vivere, nonostante tutte le fatiche e le difficoltà. Parola di Mammina.

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Quotes

"Il paradosso è la cattiveria degli uomini che hanno troppo spirito". Émile Faguet
 

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